Giornata Mondiale dell’Udito: i 5 consigli dell’OMS

Bambina parla all'orecchio della nonna

Il giorno 3 marzo si celebra la Giornata Mondiale dell’Udito, un’iniziativa promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) con l’obiettivo di sensibilizzare le persone sull’importanza della prevenzione e della cura dell’udito.

La salute uditiva è infatti un aspetto fondamentale del benessere generale, ma spesso viene trascurata fino a quando non compaiono le prime difficoltà. Parlare di prevenzione significa invece agire prima, adottando abitudini corrette e controllando periodicamente il proprio udito.

Secondo stime ufficiali, milioni di persone nel mondo convivono con una perdita uditiva non trattata, una condizione che può avere conseguenze sulla qualità della vita, sulle relazioni sociali e persino sulla salute cognitiva.

In occasione della Giornata Mondiale dell’Udito, l’OMS ha diffuso alcune linee guida e consigli pratici per proteggere l’udito nel corso della vita.

1. Evitare l’esposizione prolungata ai rumori intensi

Uno dei principali fattori di rischio per la perdita uditiva è l’esposizione a suoni troppo forti o prolungati nel tempo.

Concerti, ambienti di lavoro rumorosi, traffico o l’uso di cuffie ad alto volume possono danneggiare progressivamente le cellule sensoriali dell’orecchio interno.

L’OMS consiglia di mantenere il volume dei dispositivi personali entro livelli moderati e di fare pause regolari quando si utilizzano cuffie o auricolari.

2. Proteggere le orecchie negli ambienti rumorosi

In situazioni in cui il rumore è inevitabile, come in alcuni contesti lavorativi o durante eventi musicali, è utile utilizzare dispositivi di protezione acustica, come tappi o cuffie protettive.

Questi strumenti aiutano a ridurre l’intensità del suono e a preservare la salute dell’apparato uditivo nel lungo periodo.

3. Effettuare controlli periodici dell’udito

Uno degli aspetti più importanti evidenziati dall’OMS riguarda la diagnosi precoce.

Molte persone convivono con una perdita uditiva senza esserne pienamente consapevoli, perché il calo può avvenire in modo lento e progressivo.

Effettuare controlli periodici dell’udito consente di individuare eventuali alterazioni e intervenire tempestivamente con le soluzioni più adeguate.

4. Prestare attenzione alle infezioni dell’orecchio

Le infezioni dell’orecchio, se trascurate, possono compromettere temporaneamente o permanentemente la capacità uditiva.

Per questo motivo è importante non sottovalutare sintomi come dolore, ovattamento, secrezioni o improvvisa riduzione dell’udito e rivolgersi sempre a uno specialista.

5. Adottare uno stile di vita sano

La salute dell’udito è strettamente collegata anche al benessere generale dell’organismo.

Una corretta alimentazione, l’attività fisica regolare e il controllo di patologie come diabete o ipertensione contribuiscono a mantenere una buona circolazione sanguigna, elemento fondamentale per il corretto funzionamento dell’orecchio interno.

La Giornata Mondiale dell’Udito rappresenta quindi un’occasione per ricordare quanto sia importante non trascurare questo senso così prezioso.

Sentire bene significa poter comunicare con gli altri, partecipare pienamente alla vita sociale e vivere le relazioni senza difficoltà.

La prevenzione, ancora una volta, è il primo passo: prenota ora un test dell’udito nei nostri centri.

Sanremo e problemi di udito: quando la musica mette alla prova le orecchie

Insegna Ariston Sanremo

Ogni anno il Festival della musica italiana porta sul palco del Teatro Ariston artisti, orchestre, tecnici e migliaia di spettatori.

La musica è protagonista assoluta, ma dietro le quinte – e sotto i riflettori – c’è un aspetto di cui si parla ancora troppo poco: la salute uditiva di chi la musica la crea e la vive ogni giorno.

Concerti, prove, monitoraggi in cuffia, palchi amplificati: l’esposizione prolungata a volumi elevati può mettere seriamente alla prova l’orecchio, aumentando il rischio di ipoacusia da rumore.

Ipoacusia da rumore: perché riguarda il mondo della musica

L’ipoacusia da rumore è una perdita uditiva causata dall’esposizione a suoni intensi, soprattutto se continuativa. Non si manifesta sempre in modo improvviso: spesso è progressiva e inizialmente quasi impercettibile.

Musicisti e cantanti lavorano in ambienti in cui i livelli sonori possono superare facilmente gli 85 decibel, soglia oltre la quale l’esposizione prolungata può iniziare a danneggiare le cellule ciliate dell’orecchio interno. Una volta compromesse, queste cellule non si rigenerano.

Anche chi utilizza sistemi in-ear non è completamente esente da rischi. Se il volume è troppo alto o se l’isolamento non è adeguato, il danno può comunque verificarsi nel tempo.

I segnali da non sottovalutare

Molti professionisti della musica tendono a minimizzare i primi sintomi, attribuendoli alla stanchezza o allo stress da performance.

In realtà alcuni campanelli d’allarme sono chiari: la difficoltà a percepire conversazioni in ambienti rumorosi, la sensazione di ovattamento dopo un concerto, la necessità di alzare sempre di più il volume in cuffia o la comparsa di fischi e ronzii persistenti, sintomi tipici dell’acufene.

Intercettare questi segnali precocemente è fondamentale per evitare un peggioramento progressivo.

Non solo artisti: anche il pubblico è coinvolto

Eventi come il Festival di Sanremo accendono i riflettori su un tema che riguarda anche chi assiste ai concerti o ascolta musica in cuffia per molte ore al giorno.

L’abitudine a volumi elevati, soprattutto con auricolari inseriti direttamente nel condotto uditivo, può favorire nel tempo una perdita uditiva precoce.

Prevenzione: la vera protagonista

La buona notizia è che l’ipoacusia da rumore è, in larga parte, prevenibile.

Monitorare i livelli sonori, utilizzare protezioni acustiche su misura, fare pause durante le prove e sottoporsi a controlli periodici dell’udito sono strategie fondamentali per chi lavora nella musica.

Un test audiometrico è semplice, non invasivo e consente di individuare anche lievi cali uditivi, prima che diventino un problema significativo.

Musica e benessere possono convivere

La musica emoziona, unisce, racconta storie.

Eventi come il Festival di Sanremo ci ricordano quanto sia centrale nella nostra cultura. Ma proprio perché l’udito è così prezioso, merita attenzione e cura.

Nel nostro centro acustico accompagniamo musicisti, professionisti dello spettacolo e appassionati in percorsi di prevenzione e monitoraggio personalizzati.

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